Bitcoin: realtà concreta o una bolla destinata a esplodere?

Bitcoin: realtà concreta o una bolla destinata a esplodere?

Da quando, nel 2009, Satoshi Nakamoto (la cui identità è ancora sconosciuta) lanciò il Bitcoin, gli analisti economici si dibattono sul suo valore. La criptovaluta ha veramente un futuro nel lungo periodo o è solo un bluff destinato a sparire? Quel che si può affermare è che a distanza di nove anni dal suo esordio sui mercati, la moneta virtuale ha aumentato a dismisura il suo valore, attirando l’interesse e la fiducia di molti investitori. Nonostante ciò, i dubbi sulla bontà di questo investimento permangono. Vediamo di fare chiarezza su questi aspetti.

Valore Bitcoin e andamento del mercato

Quel che deve essere chiaro è che il bitcoin, come qualsiasi altra moneta reale, risente dell’andamento del mercato. Questo significa che è per forza di cose soggetta a fluttuazioni di valore. Nel settembre 2017 in molti ne stavano già celebrando il funerale. Il suo valore, infatti, era sceso a 4000 dollari dopo che arrivò la notizia di alcune restrizioni sul suo uso imposte dalla Cina. Il 16 dicembre 2017, però, subì un’impennata che lo portò alla cifra record di 18.710,65 dollari. Da quel momento, si è assistito ad un lento abbassamento del suo valore. Attualmente, però si è assestato a poco più di 8.500 dollari.

Rispondiamo ora alla domanda più difficile: ci si può fidare dei bitcoin? La risposta è sì e i motivi sono molteplici. La vera forza della criptomoneta sta nel fatto che rappresenta una tipologia di valuta virtuale che funziona sulla base di un protocollo peer to peer, dunque non dipende da un sistema centralizzato. Questo particolare metodologia garantisce totale sicurezza. Ogni operazione effettuata, deve essere avvallata e codificata da una rete di altri utenti situata all’interno di una struttura denominata blockchain. Quest’ultimo, in pratica è un database condiviso, decentralizzato e criptato con ferree regole di sicurezza. Tutte le operazioni che avvengono con i bitcoin devono essere «approvate» da una rete di computer (chiamata «nodo») situata al suo interno. Una volta che è stato «concesso il pass», la transazione viene «cristalizzata», ovvero, non può essere più modificata a meno che tutti i componenti della rete non siano d’accordo a farlo.

Come ottenere il bitcoin

Ottenere i bitcoin non è facile, ma chi volesse provare ad investire nella criptovaluta può scegliere tra tre opzioni, a seconda delle sue disponibilità. Il metodo più dispendioso, in termini di costi è senza dubbio l’operazione di mining. In questo caso, infatti, bisogna partecipare all’interno della blockchain alle operazioni di transazione come parte di un nodo, ottenendo in cambio per i servizi resi 25 bitcoin. Bisogna tenere presente, però, che questo comporta un computer con una potenza non indifferente, oltre che costi enormi in termini di dispendio energetico.

Molto più facile è avere bitcoin acquistandoli. Attenzione, però: dato il suo alto valore al tasso di cambio, non è possibile entrare in possesso di un intero bitcoin a meno di non possedere cifre importanti. E’, però, possibile investire nelle suddivisioni della moneta virtuale, come i Satoshi. Si tenga presente che un Satoshi corrisponde a 0.00000001 Bitcoin.

Una volta ottenuti i Bitcoin vanno depositati negli appositi portafogli virtuali, conosciuti come wallet. Ne esistono di diverse tipologie. Questi possono essere installati sul proprio PC, ma la migliore soluzione è rappresentata da quelli con possibilità di essere trasferiti su hard disk. I portafogli virtuali sono indispensabili perchè sono attraverso di essi che avvengono le transazioni online.

Investire nei bitcoin

Qual è il reale vantaggio che si ha nell’investire nei bitcoin? La prima risposta che si può dare è che sono un’ottima forma di trading. Il valore della criptomoneta, è fonte di continue fluttuazioni con picchi anche importanti a livello di valore. Ci sono persone che tendono anche a conservarli per molto tempo nella speranza che il loro valore aumenti a dismisura per poi rivenderli nel caso di condizioni maggiormente favorevoli. Ovviamente, questa forma di investimento è consigliabile soprattutto a chi ha ben chiari i meccanismi dell’exchange, altrimenti si rischia di buttare soldi.

Il secondo motivo è più comune: poterli spendere. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, sta diventando sempre più comune acquistare e vendere con i bitcoin. Esistono store digitali che supportano questo metodo di pagamento, ma anche alcuni negozi fisici, stanno iniziando ad aprirsi a questo tipo di tecnologia. Ovviamente, bisogna sapere dove cercarli.

Il Bitcoin è destinato a durare?

Torniamo ora alla domanda originaria. Il vero problema del Bitcoin in questo momento è paradossalmente il suo punto di forza, ovvero il fatto di non essere soggetta ad un sistema centrale di controllo. Questo lo ha reso inviso a molti Paesi, primo tra tutti la Cina che ha messo al bando la criptovaluta, preoccupata dal fatto che la possibile attività di crowdfunding con un sistema privo di una norma che ne regola la condotta portasse a rischi altissimi i finanziatori stessi.

Va detto, però, che, nonostante la chiusura e riluttanza di alcune nazioni a luglio dello scorso anno le aziende attive nel mondo delle criptovalute hanno raccolto 1,27 miliardi di dollari e le ICO hanno generato il 600% di quanto raccolto durante tutto il 2016, ossia circa 220 milioni di dollari.

E’ chiaro che regolamentare un sistema che si basa sulla non regolamentazione è una sorta di ossimoro. Più che controllarlo, dunque, gli Stati devono cercare di lavorare con questo nuovo sistema di transazione. Da questo punto di vista va segnalato che l’Italia è stata la prima nazione che ha anticipato l’evoluzione normativa comunitaria facendo rientrare l’esercizio dei “cambia-valute virtuali” sotto vigilanza delle autorità del settore. Ciò implica, per esempio, che vi sia l’obbligo di identificare e verificare i soggetti fruitori dei servizi di exchanges. Si tratta di un primo passo importante verso la legittimazione totale di un sistema economico che sta rivoluzionando il mondo finanziario. Se si capirà che il bitcoin è una risorsa e non un impedimento alla crescita commerciale, allora sì, che sarà destinato a durare nel tempo.

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