Come funziona la Rete Bitcoin

Il termine bitcoin è ormai sulla bocca di tutti. Digitandolo su Google si ha un riscontro di 289.000.000 di ricerche, un risultato straordinario per qualcosa che, fino a nove anni fa, non esisteva. Benché tutti ne parlino, pochi sanno entrare nel merito della questione che lo riguarda. Come funziona esattamente il bitcoin? Cosa si può fare con esso? È legale o è un sistema usato soprattutto per attività poco pulite? A queste domande cercheremo di rispondere in questa guida.

Il bitcoin è una criptovaluta

Prima di entrare nello specifico sul funzionamento del sistema Bitcoin, occorre capire cosa sia il bitcoin in sé. Anzitutto bisogna fare una distinzione tra il sistema e la moneta. Con il primo, che, per convenzione viene scritto con la «B» maiuscola, si intende la tecnologia e la rete alla base del suo funzionamento. Con il secondo termine, scritto con la «b» minuscola, ci si riferisce alla valuta. Affrontiamo quindi quest’ultimo tema.

Il bitcoin altro non è che una criptovaluta, ovvero una moneta ottenuta tramite un sistema di crittografia, completamente sicuro e non attaccabile. Il suo valore è del tutto fluttuante, e totalmente slegato da qualsiasi sistema di controllo monetario internazionale. Nel 2002 la criptovaluta aveva un valore di 2 dollari e, ad oggi, si è arrivati a 11.000. Vista la sua alta valutazione, è impossibile comprarne uno intero. Per questo sono state create delle frazioni della valuta. Tra queste la più conosciuta è senza dubbio il Satoshi che prende nome dallo pseudonimo dell’inventore dei bitcoin, Satoshi Nakamoto. Un Satoshi è pari a 0.00000001 bitcoin.


La tecnologia della Rete Bitcoin

La tecnologia bitcoin si basa su una rete informatica peer to peer, per intenderci, lo stesso che viene usato da software come μTorrent. La rete è costituita da diversi nodi,  rappresentati da computer, non  gerarchizzati come client e server. Tutti i computer ad essa collegati possono fungere quindi sia da client che da server, nei confronti di altri terminali della stessa rete. La funzione dei nodi (paritari) è quello di avviare o completare transazioni che vengono effettuate all’interno delle rete, ma non esistono nodi centrali che abbiano un ruolo di controllo nelle transazioni o del funzionamento della rete stessa o della sua sicurezza. La rete si controlla automaticamente in base ad alcuni meccanismi matematici che vanno a costituire una blockchain.

I punto di forza della Rete bitcoin sono differenti:

Completa autonomia dal controllo delle banche centrali e da intermediari per il trasferimento del denaro.
La sicurezza e l’affidabilità della tecnologia bitcoin sono garantite dal sistema p2p che tiene traccia delle transizioni eseguite, e ne garantisce l’autenticità e l’autorità.
I costi di utilizzo del sistema sono ridotti al minimo.

Wallet Criptovalute: Il portafoglio elettronico

Per poter effettuare una qualunque operazione all’interno della rete Bitcoin è necessario avere un portafoglio digitale. Questo, in gergo, viene chiamato «Wallet». Si tratta di un file all’interno del quale saranno salvati i bitcoin. Può essere inteso come un conto corrente virtuale. Da esso partono tutte le transazioni che una persona vuole effettuare con la criptovaluta.

Come funziona l’economia dei Bitcoin

Come funziona la Rete Bitcoin

Il funzionamento dell’economia bitcoin ruota intorno a due sistemi, condivisi da tutti i computer sulla rete. Il primo è la Transaction Chain, la cui funzione è quella di tracciare le transazioni in modo da garantire il versamento della valuta nel portafoglio virtuale. Il secondo è la Blockchain che è indispensabile per la sicurezza del sistema e rendere immune la rete da potenziali truffe nelle transizioni e nei pagamenti.

Ogni transazione effettuata con i bitcoin deve partire dal wallet, arrivare ai nodi della rete, essere approvata da questi (registro della Transaction Chain) e «congelata» all’interno della blockchain.

Quali sono le differenze rispetto al modus operandi di una banca? Prima di tutto il registro delle transazioni non è conservato in una singola istituzione ma condiviso da tutti i nodi della rete. Ogni nodo conosce le transazioni di tutti gli altri della rete Bitcoin, non solo i propri.

Come effettuare una transazione con i bitcoin

Facciamo un esempio. Se io voglio comprare un armadio devo agire in questo modo. Dal mio wallet creo un bitcoin address e ricevo un codice di 34 cifre. A questo punto, devo comunicare tale codice al mio interlocutore. Il terzo passo da compiere è quello di inserire nel wallet l’indirizzo del secondo soggetto e la quantità di Bitcoin da inviare. Il software convertirà il bitcoin in dollari e lo invierà alla rete. Qui, quella che potremmo definire «commissione», valuterà e approverà l’operazione. Da notare che, mentre la rete di nodi valuta la bontà dell’operazione, dall’altra parte, il soggetto da cui ho comprato l’armadio ha già ricevuto il pagamento. Deve però, attendere che questo venga «cristallizzato» per poterne effettivamente fruire. Una volta approvata, la transazione può dirsi conclusa. Il tutto ha una durata di circa 10 minuti.

Le firma digitale permetterà al sistema di verificare il mittente del pagamento e la sua effettiva disponibilità, attraverso l’analisi delle transazioni precedenti. Ecco spiegata la funzione della Transaction Chain. La validità di ogni scambio quindi dipende da quello precedentemente effettuato.

Maggiori informazioni sulla sicurezza delle operazioni con i bitcoin

La firma digitale è un algoritmo matematico che impedisce la copia o la contraffazione delle operazioni di scambio tra utenti della rete bitcoin tramite la creazione di una chiave privata e una pubblica

Per rendere un «conto» sicuro, al suo possessore verrà fornita una chiave pubblica ed una privata. La prima identifica il «wallet» nella blockchain e permette, dunque, di riconoscere tutte le operazioni che partono da esso. Per conoscere la chiave pubblica (che deve essere fornita ad ogni transazione) basta andare sul menu File del software e seleziona la voce «Indirizzi di ricezione». La chiave privata è denominata «bitcoin address» ed è creata dallo stesso utente. Di fatto, è una specie di scompartimento dove è possibile mettere i bitcoin. A cosa serve? A rendere più fluide le operazioni. Ogni «bitcoin address» ha un codice identificativo a 34 cifre. Attenzione: il suddetto codice non è recuperabile, quindi se lo si perde, con esso si perderanno anche i bitcoin presenti al suo interno.

Bitcoin: sono legali? Quando saranno regolamentati?

Una delle domande più comuni che ci si pone sui bitcoin è se essi siano assolutamente legali. La risposta è positiva. Ad oggi, non esiste alcun tipo di legislazione che li vieti. Si tratta di una valuta riconosciuta, legale e autorizzata, specialmente in rete. È lapalissiano, però, che, con il suo rapido sviluppo, a breve serviranno regolamentazioni ad hoc. Per questo motivo, molti Pesi si stanno già dotando di leggi specifiche.

L’uso dei bitcoin è comunque regolabile come una qualunque altra transazione con denaro cartaceo. Alcuni detrattori della criptovaluta la ritengono uno strumento ideale per le attività clandestine. In realtà, il bitcoin, come il denaro, può essere usato per una grande varietà di scopi, alcuni dei quali possono essere considerati legittimi o meno a seconda delle leggi di ogni giurisdizione.