Bitcoin: qual è il suo valore reale?

È veramente conveniente investire oggi in bitcoin? Che valore ha oggi questa criptomoneta? È una forma di transazione sicura o vi sono delle insidie nell’utilizzarla? Queste sono tre domande che chi non è esperto di economia di mercato si pone non appena vede una delle tante pubblicità presenti in rete sui bitcoin.

Esiste un problema di comunicazione riguardo a questo genere di valuta: tutti ne parlano, ma pochi sanno nello specifico di cosa si tratta e come sfruttarla. In questo articolo cercheremo di rispondere proprio a questo genere di quesito. Prima di addentrarci nello specifico della materia, occorre, però, chiarire il concetto di «valore».

Perché varia il valore di un bitcoin o di una criptomoneta

In qualsiasi genere di mercato, il valore di un bene viene dato dalla differenza tra domanda e offerta. Questo significa che, se vi è una elevata richiesta di un prodotto che, però, sul mercato scarseggia, il suo valore sarà per forza di cose molto elevato. Al contrario, se vi è una bassa domanda, ma grande quantità di un bene, il suo prezzo è destinato a scendere. Il problema di base è che il mercato finanziario, a differenza di quello commerciale, è soggetto a fluttuazioni. Inoltre, poiché il bitcoin è una moneta virtuale, il suo valore è dato dal rapporto tra gli euro o i dollari che si ricevono ed i bitcoin che si devono dare in cambio  Quindi è impossibile dare un valore stabile a questa valuta virtuale. È possibile, però, monitorarne l’andamento andando sui siti di broker online.

Il bitcoin altro non è che un tipo di moneta che esiste solo sul web. Funziona attraverso un sistema decentralizzato basato sul protocollo peer-to-peer. La grande differenza rispetto alle monete tradizionali è che a garanzia delle transazioni non vi sono degli intermediari, ma è la rete di utenti a fare da garante. Poiché si usa un protocollo digitale per comunicare, gli aggiornamenti del sistema devono essere accettati da tutti i partecipanti alla rete, perché questi sono liberi di scegliere quale software e versione usare. Va da sé, che chiunque voglia entrare nella blockchain (questo è il nome della rete in cui agiscono i vari utenti), deve usare software conformi alle stesse regole.

Il valore dei bitcoin in euro/dollari

All’inizio di questo articolo abbiamo spiegato il significato del termine «valore» e lo abbiamo relazionato anche al bitcoin. Ora ci torniamo sopra per spiegare a quanto corrisponde il tasso di cambio della criptovaluta rispetto alle monete tradizionali. Diciamo subito che attualmente il bitcoin ha un valore pari a circa 7.000 euro e 9.000 dollari. Se si pensa che nel 2002, un bitcoin era pari a 2 dollari, si può capire la grande esplosione che sta avendo la criptovaluta nella nostra epoca. Questo boom ha principalmente due motivi: anzitutto gli investitori nutrono grande fiducia soprattutto nella sicurezza delle transazioni all’interno della blockchain. Questo perché ogni operazione all’interno della blockchain segue protocolli rigidi e che non possono essere in alcun modo bypassati. Sono, infatti, gli utenti stessi a garantire il successo di una operazione. Senza l’approvazione totale della rete, una transazione mediante bitcoin è nulla. Di fatto, dunque, operare attraverso la blockchain è molto più sicuro di che farlo attraverso conti correnti.

In secondo luogo, l’emissione della moneta virtuale per volere del suo creatore, Satoshi Nakamoto, è limitata. Sarà possibile «creare» solo 21 milioni di bitcoin. Inoltre, un bitcoin ha una specie di codice identificativo che lo collega al suo proprietario che potrà spenderlo solo per un’unica transazione. Secondo complessi  calcoli matematici, entro il 2140 non sarà più possibile usufruire di nuove criptovalute. Queste due componenti, ovvero l’alta domanda e il numero limitato di offerta, crea un valore esponenziale della moneta.

Come si diffonde la criptovaluta

Per entrare in possesso dei bitcoin ci sono due modi. Il primo è partecipare in maniera attiva alla rete, entrando, dunque a far parte dei «nodi» della blockchain, ovvero, essere tra gli utenti che controllano l’efficacia delle transazioni e le archiviano all’interno del database. Sembra una cosa facile, ma, in realtà, non lo è perché implica possedere dei computer molto potenti e sottoporli ad un enorme dispendio di energia.

Molto meglio la seconda ipotesi, che è quella molto più comune dell’acquisto. Se si protende per questa opzione, basta scegliere un broker affidabile. Ci sono, però, altre metodologie di acquisto. A Roma, ad esempio, è stata installata il primo bancomat che converte gli euro in bitcoin.

Un concetto, però, deve essere chiaro: il bitcoin è una moneta intangibile, dunque, per poterne usufruire bisogna prima creare un proprio portafogli virtuale, chiamato wallet, dove «depositare i soldi» e da dove avviare tutte le transazioni che si ha intenzione di effettuare. Da notare che il successo di questa criprovaluta è talmente diffuso che ora, non solo i negozi virtuali, ma anche alcuni fisici stanno inserendo questa modalità di pagamento.

I bitcoin sono una truffa?

Questa è una domanda che molti si pongono e a cui parecchi analisti finanziari risponderebbero positivamente. In realtà non è così. Per «bolla finanziaria» si intende una deviazione sistemica dei prezzi di mercato degli asset rispetto al valore che avrebbero in condizioni di mercato efficiente. Detto in altri tempi una data quotazione viene «pompata», spingendo sempre più persone ad acquistare il bene che ritengono fruttuoso, anche se, realisticamente, il suo prezzo d’acquisto è fuori da ogni mercato. Ad un certo punto, però, il bluff si svela perché il bene non dà i frutti sperati, le azioni precipitano in picchiata, rovinando tutti gli investitori.

Bitcoin, essendo un bene utile come forma di denaro, non può essere accostato ad una bolla speculativa. Ciononostante è indubbio che per le sue peculiarità, può essere oggetto di qualche forma di speculazione.

Bitcoin e trading: occhio agli errori

Abbiamo detto che con il bitcoin è possibile comprare beni o servizi. C’è però, chi preferisce effettuare con essi, operazioni di trading. Chi sceglie questa strada, però, deve usare molta cautela perché, la criptovaluta non ha lo stesso meccanismo di oscillazione delle classiche valute forex. Per questo motivo, sia che si scelga il trading veloce (ovvero sfruttare le microoscillazioni del bitcoin per provare a guadagnare il più in fretta possibile), sia che si scelga quello lenta (che consiste nell’aspettare che il valore arrivi a cifre importanti) occorre effettuare un’attenta analisi del mercato e delle sue dinamiche, altrimenti si rischia di andare incontro a perdite ingenti.

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