Scetticismo in Occidente, ma le criptovalute volano nei paesi in via di sviluppo: perché?

In Occidente Bitcoin, Ethereum e tutte le altre criptovalute vengono considerate troppo volatili e soggette a troppo forti speculazioni che non le rendono affidabili. Ma negli Stati Uniti, con economie meno solide, queste monete hanno trovato terreno fertile. Ma non solo negli States: un articolo del Financial Times ha parlato del grande appeal delle criptovalute anche in altri territori come  Vietnam, Brasile, Nigeria e altre nazioni.

Criptovalute nei paesi in via di sviluppo: le ragioni del successo

Nell’economia globale le criptovalute hanno la loro importanza, ma ancora di più nei paesi in via di sviluppo. Qui il successo è eclatante, come non si poteva pronosticare alla vigilia del boom delle nuove monete virtuali. Si tratta di una nuova realtà al punto che la banca dati delle blockchain “Chainalysis” ha messo il Vietnam al primo posto nell’utilizzo delle criptovalute. In top 20 ci sono 19 mercati emergenti o ancora molto piccoli, i soli Stati Uniti rappresentano le economie avanzate, all’ottavo posto nel 2021.

I dati raccolti da UsefulTulips.org, che tracciano le transazioni bitcoin sulle grandi piattaforme di trading di criptovalute peer-to-peer, hanno mostrato che nelle ultime settimane l’Africa sub-sahariana ha superato addirittura il Nord America come regione col più alto volume di questo tipo di attività crittografica. Tutto ciò cambia la posizione del bitcoin all’interno del sistema finanziario globale.

Attenzione all’argomento è stata data anche dal Financial Times, in un approfondimento sulla storia e l’impatto delle criptovalute nei Paesi in via di sviluppo. La prima ragione che spiega il successo dei bitcoin e delle altre criptovalute in determinate aree del mondo è l’alternativa che esse offrono alle valute tradizionali. I mercati emergenti diventano così terreno fertile su cui germogliare.

Criptovalute in ascesa: l’esempio della Nigeria

C’è un esempio citato dal FT ed è legato alla Nigeria. Si tratta del Paese più popoloso d’Africa, con una popolazione giovane, una classe media molto attiva ma con tassi di disoccupazione elevati e difficoltà economiche diffuse in tutta la fascia di popolazione. Il Paese deve al petrolio la sua fama e l’oscillazione del prezzo ha avuto un impatto enorme sull’economia. Va da sé che molte aziende non siano riuscite a pagare fornitori e istituto di credito esteri: si è rischiato pertanto il fallimento addirittura di una centrale elettrica sostenuta dalla Banca Mondiale, che tra l’altro fornisce un decimo dell’elettricità della Nigeria.

Per tutti i cittadini spostare soldi, emettere fattura, incassare rimesse è diventato un problema ordinario. In questo intervengono le criptovalute tramite piattaforme che consentono agli utenti di scambiare denaro direttamente tra di loro. La Nigeria è diventata così il mercato più grande con 1,5 milioni di utenti in totale. Da giugno 2020 l’aumento è dell’83%. Le criptovalute non sono un semplice rimpiazzo delle monete tradizionali, ma una alternativa.

Altri esempi sull’efficacia delle criptovalute

In tutti gli altri contesti, Kenya, Brasile, Vietnam, le criptovalute vengono viste come un portafoglio da utilizzare per diverse cose. In pratica sono alternative alle rimesse tradizionali, spesso ancore di salvezza per economie già fragili e ancora in via di sviluppo. In realtà in cui spesso è difficile inviare denaro anche tra città confinanti, con costi altissimi che le criptovalute azzerano fino al 5 o 2%. Le commissioni di transazione medie per Bitcoin erano inferiori a 3 dollari nell’agosto 2021, mentre per Ethereum oscillavano tra 8 e 44 dollari.

Operazioni che però non sono escluse da rischi: le criptovalute sono spesso un rimedio per problemi che potrebbero essere risolti in maniera alternativa. Le società di criptovalute si presentano come strumenti di inclusione finanziaria ma capita che gli esclusi dalle tradizionali strutture finanziarie siano proprio quelli che meno possono permettersi di correre rischi con i loro soldi.

La particolarità: l’esempio di El Salvador

C’è poi una particolarità che emerge dall’approfondimento e riguarda El Salvador, nazione centroamericana con 6,4 milioni di abitanti che si appresta a diventare il primo Stato al mondo a rendere il bitcoin una valuta a corso legale. Significa che i commercianti saranno obbligati ad accettarlo come metodo di pagamento.

Questo ha fatto sì che aumentasse lo scetticismo del Fondo Monetario Internazionale e di altre istituzioni, ma in ogni caso sarà ufficiale a breve. Il Fondo ha spiegato che l’uso diffuso dei criptovalute potrebbe minare la «stabilità macroeconomica» del Paese e potenzialmente esporre i sistemi finanziari a diffuse attività illecite. Tutte le altre istituzioni hanno invitato alla prudenza, anche contro eventuali tentativi di truffa.

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