La guida completa alle principali criptovalute

La guida completa alle principali criptovalute

Quando si parla di criptovaluta viene automaticamente da fare l’accostamento ai bitcoin. In realtà, la moneta creata da Satoshi Nakamoto non è l’unica presente sul mercato. Attualmente viene stimata l’esistenza di più di 1.400 altcoin. Con altcoin ci si riferisce alle monete che sono nate dopo i bitcoin e si sono basate su sistemi simili. Il loro scopo è andare a scovare i difetti della criptovaluta più famosa, proponendo un’alternativa monetaria, magari meno redditizia, ma altrettanto funzionale. Si badi bene: non stiamo affermando che tutte queste criptovalute abbiano un futuro. In molti casi sono destinate a sparire con la stessa velocità con cui sono nate. Esistono però, diverse alternative interessanti ai bitcoin.

La piattaforma Shapeshift

Chi desidera acquistare altcoin deve anzitutto tenere presente un aspetto fondamentale: queste monete non sono utilizzabili per comprare merci e fare acquisti. E’ però possibile cambiare valute virtuali con altre o anche euro con criptomonete.

Uno degli strumenti più adatti per questo genere di operazioni è la piattaforma Shapeshift. Di cosa si tratta? Di un sito exchanger di criptomonete veloce e che non richiede iscrizioni.

Shapeshift è in grado di supportare diversi tipi di criptomonete come bitcoin, litecoin, quark e ripple. Basta collegarsi al sito scegliere la criptomoneta che si decide di convertire e quella di destinazione. Una volta convertita la valuta (dietro una commissione del 2%) basterà digitare l’indirizzo dove ricevere la criptomoneta e il gioco sarà fatto.

Occhio alle truffe

Come abbiamo detto in precedenze, la quantità di altcoin sul mercato è enorme e molte di queste sono destinate a sparire velocemente. Chi decide di investire in questo genere di monete, dunque, deve guardarsi bene dalle truffe. Da questo punto di vista la pratica dello scamcoin è la più diffusa. Parliamo di valute virtuali immesse sul mercato con il solo scopo di attirare i gonzi. Le scamcoin permettono a qualsiasi utente di entrare in possesso a costi davvero bassi di certi tipi di monete attraverso l’acquisto o il mining. Si fa credere che abbiano un futuro, magari millantando un forte investimento da parte di qualche importante personalità, ma, alla fine, il bluff viene scoperto e queste spariscono come sono venute.

Prima di investire sugli altcoin occorre dunque studiare attentamente la loro storia e valutarne la reputazione.

Ethereum: l’alternativa più credibile ai Bitcoin

Nel vasto panorama degli altcoin, l’alternativa più credibile al dominio dei bitcoin è senza dubbio Ethereum. Nata nel 2014 da un’idea del russo Buterin Vitalik ha molte caratteristiche che l’avvicinano alla moneta di Nakamoto. Per capirne il funzionamento bisogna però distinguere tra la piattaforma, Ethereum appunto, e la moneta, Ether. La prima non è solo un network peer-to-peer per lo scambio di valore monetario, ma una rete per far girare contratti intelligenti. Questi contratti possono essere utilizzati in maniera sicura per eseguire un vasto numero di operazioni: sistemi elettorali, registrazione di nomi dominio, mercati finanziari. La caratteristica di tutto ciò è che avviene in un sistema decentralizzato e senza alcun tipo di intermediario.

L’Ether è, invece, l’unità di conto che calcola la potenza computazionale che viene usata per creare i contratti Ethereum. Al contrario di bitcoin, però, non è nata per essere un asset o una moneta. Per minare l’Ether è necessario partecipare all’interno della blockchain al mantenimento della sicurezza della rete Ethereum, o creare app che saranno usate all’interno della piattaforma. Il successo di Ethereum sta nei dati: è arrivata ad avere oltre 100 miliardi di capitalizzazione (contro i 60 dei bitcoin) per un circolante vicino ai 100 milioni di eth. Attualmente un Ether ha un tasso di cambio di 455 dollari.

Gli altri Altcoin

Oltre ad Ethereum, esistono altri altcoin che reclamano spazio sul mercato. Quello relativo ai Litecoin è uno dei mercati più interessanti al momento. La criptomoneta nasce nel 2011 su iniziativa di Charlie Lee, ingegnere di Boston ed ex dipendente di Google. Attualmente sul mercato ha un valore di 141 dollari, ma ha avuto picchi in cui ha toccato anche i 350. Rispetto a bitcoin differisce per il minor tempo di elaborazione di un blocco nella blockchain e per il maggior numero di monete.  Il network, infatti, genera un blocco ogni 2,5 minuti e gli utenti vengono ricompensati con 50 monete per ogni blocco verificato con successo. Ciò che Litecoin ha in comune con Bitcoin è che anche qui il numero di emissioni della criptomoneta è limitato: non si andrà oltre gli 84 milioni.

Litecoin in questo momento è uno dei mercati più interessanti n assoluto anche a detta di tutti coloro che vi investono. Il suo pregio principale è la scalabilità, ma questo cosa significa? Con questo termine si intende  la capacità di un sistema di crescere o diminuire in scala in base ai fattori di necessità e disponibilità. In altri termini, più una moneta ha successo, minore è la sua capacità di utilizzo come mezzo di scambio per compravendite.

Grazie alla scalabilità, Litecoin è l’unica criptomoneta che è in grado di sostituire una moneta fiat come l’euro o il dollaro per milioni di utilizzatori.

Il Dashcoin è, invece, costruito sulla base del codice utilizzato per i Bitcoin, ma con l’aggiunta di nuove funzionalità come ad esempio privacy e transazioni molto più veloci. Il nome deriva dall’anagramma di Digital e Cash. Si tratta di una criptovaluta open source che sfrutta uno scambio di tipologia peer-to-peer in un sistema decentralizzato che garantisce assoluta privacy. Come i Bitcoin anche Dash è chiaramente definita come una moneta virtuale esauribile progettata per avere una fornitura totale di 18 milioni di monete. Ad oggi la fornitura circolante di Dash è di 7,4 milioni e raggiungerà i 18,9 milioni soltanto nel 300. Si registra un tempo medio di estrazione del blocco pari a 2,5 minuti sul blocco catena Dash, il che rende 4 volte più veloce il Bitcoin.

Tra le criptovalute di nuova generazione merita menzione anche Ripple. Si tratta di  una criptomoneta nata dall’iniziativa di una startup chiamata OpenCoin. Essa ha stabilito che le monete digitali saranno in totale 100 miliardi. Sono già state generate tutte e una parte verrà distribuita in seguito. Alla base del progetto c’è la volontà di eliminare svantaggi e difficoltà legate all’utilizzo del bitcoin. A differenza della criptovaluta più famosa, infatti, presenta registri per le transazioni denominati Ledger in grado di monitorare le transazioni e completarle in un tempo minimo. Altra grande differenza è che i Ripple non vengono minati come accade per i bitcoin. Essi finiscono, invece, come premio a chi dona le capacità computazionali dei propri computer. Le monete, inoltre, sono tecnicamente di proprietà dei laboratori Ripple, il che fa differenza con i Bitcoin perché è come avere una banca centralizzata. Ripple consente alle banche di fare pagamenti che superano i confini di due o più stati in tempo reale e con un crittografia end to end in grado di mantenere anonimi e sicuri tutti i dati relativi alle transazioni con costi delle commissioni quasi inesistenti.

Il Monero, infine, è una criptovaluta open source creata nel 2014. A differenza delle altre criptomonete si basa sul protocollo CryptoNote e possiede delle peculiarità algoritmiche significative per l’offuscamento della blockchain. In altri termini, il suo punto di forza è nell’assoluta privacy delle transazioni. Queste passano per tre misure di sicurezza: Ring Signature, Stealth Adreess e Ring Confidential Transaction. La prima misura serve a nascondere da dove provengono i soldi di una transazione. La seconda misura garantisce l’anonimato di chi riceverà i soldi, mentre la terza nasconde l’importo cambiato.

Monero è una moneta particolarmente indicata per il trading grazie alla sua alta scalabilità.