ICO criptovalute: cosa sono e come funzionano

ICO criptovalute: cosa sono e come funzionano

Ben ritrovati, pronti a scoprire una nuova funzione delle criptovalute? Siamo qui per spiegarvi le ICO criptovalute, un’altra opportunità d’investire su quest’ultime. Diversa, ma anche innovativa.

Innanzitutto: cosa sono? Le ICO sono le initial coin offering, ossia un tipo di investimento che offre enormi chance di guadagno, ma che allo stesso tempo va un attimo ‘ripulito’. Le sue pratiche non brillano alla luce del sole, ecco: e qui serve infatti l’aiuto e tutta la preparazione di un trader specializzato in criptovalute. Dunque, non ‘imbarcatevi’ da soli.

Eppure le ICO sono ovunque: negli annunci, sui social, negli spot del web. Sui forum specializzati, nati negli ultimi tempi di pari passo con il boom dei Bitcoin. E come i Bitcoin, queste possono essere importanti, soprattutto redditizie: ma resta un labirinto, nel quale tocca avere gli occhi ben aperti e ancor di più il senso dell’orientamento. E serve sapere, poi, come funziona e i passaggi da sviluppare prima d’investire.

Sia chiaro: si può creare tranquillamente la propria criptovaluta. Anche se non hai un’azienda forte alle spalle, anche se non hai esperienza nel settore: questo tipo di valuta è indipendente e libera. Basta creare un codice, sì: quello BitCoin è ad esempio accessibile a tutte, e può essere ripreso per creare la propria moneta virtuale.

Fatta la legge, trovato lo spunto. Da qui sono nate tantissime criptovalute, serie come la stessa Ethereum, meno serie come chi ha ricevuto la fiducia degli investitori e poi se n’è fuggito col malloppo. Del resto, una media di 12 criptovalute nascono al mese: quante realmente ce la fanno? Una, massimo due. Il segreto è leggere tra le righe. E tra i codici.

Come funzionano le ICO ?

Bisogna creare la propria valuta. Quindi pubblicizzarla, portarla agli utenti e vendere idea e monete: sia per effettuare pagamenti, sia per guadagnare da rialzi futuri dallo stesso valore della criptovaluta. Si dicano: fine transattivo e fine speculativo, in rigoroso ordine di spiegazione.

Fin qui, tutto chiaro: e lo è anche la distanza tra ICO e OPS in borsa. Qui chi ha azioni non vende per rientrare dei costi, ma per far soldi. E tutti per sé. In sintesi, comunque, ecco il processo:

  • Fondazione della propria criptovaluta: quindi la scelta della tecnologia usata, che determinerà le ulteriori decisioni riguardo alla moneta. Del tipo? Si potrà optare se minare prima o meno, se allora si andrà a creare un tot di monete prima che si arrivi all’apertura al pubblico. Tutte da dividere tra i partecipanti.
  • Lanciato l’ICO, si pubblicizza la moneta attraverso i canali internet. Il fine è quello di far acquistare parte della valuta già in circolazione da chi ha lanciato la criptovaluta. L’ICO poi incorpora un prezzo fisso, sempre secondo il volere dei proprietari: per concludere l’iter s’inizia poi la negoziazione della criptovaluta sui principali exchange.

Sì, tutto molto simile alle OPS. E se non le conoscete, eccovi qui lo ‘spiegone’ sulle sottili differenze tra loro: i coin nelle OPS vengono generalmente venduti in quanto già prodotti e in mano ai primi investitori o proprietari. Solo che per quotarsi in borsa l’azienda deve passare dei test molto probanti: del resto, l’investitore deve pur essere tutelato. Questa tutela nelle OPS è sicuramente più importante: nel caso della quotazione di aziende, il valore viene definito da un terzo, a sua volta chiamato a calcolare un prezzo giusto in base al lavoro e alla storia del prodotto. Ecco: nelle ICO non c’è storico da valutare, e allora il risultato è quello che porta ad un’alta volatilità. Dunque si perde e si vince, si alza e si abbassa. Ma soprattutto: si rischia.

Per alcuni, le ICO Criptovalute sono uno Schema Ponzi

E in effetti sono sempre sistemi che possono tutto. Di sicuro, possono cambiarti la vita. Nel bene e nel male. Questo tipo di operazioni vanno studiate, tutto qui: nel marasma dell’entusiasmo e del facile guadagno, soltanto poche azioni riescono davvero a portare benefici al capitale investito. Tra queste, ecco il pre-mining.

Il pre-mining: uno dei fattori chiave delle ICO

Il pre-mining è un qualcosa di profondamente tecnico, ma che va per forza di cose incastrato nel proprio bagaglio culturale se si vuole intraprendere la strada delle criptovalute. È infatti il primo segnale che permette la separazione delle ICO sicure per l’investimento da quelle create solo per specularci sopra.

In sostanza, attraverso il pre-mining si pre-crea la valuta che si andrà ad addensare nel wallet, salvo poi subire il processo di vendita durante l’apertura della ICO e degli scambi successivi. Come funziona? Esattamente come per il Bitcoin: con server centrali che macinano algoritmi e creano con costante ritmo nuove monete della stessa valuta. Attenzione: la quantità della moneta creata prima della stessa ICO deve essere visibile all’interno del prospetto informativo che va a presentare la stessa ICO. Ergo: se non c’è quanto scritto nella guida che vi forniranno, fate attenzione. Perché sono soluzioni poco limpide.

E attenzione anche a quanta criptovaluta è stata pre-minata: se ce n’è davvero tanta vuol dire che i creatori della moneta virtuale hanno già intascato la valuta ancor prima di aprire le transazioni. E no, non è un atteggiamento normale. O che faccia bene all’investitore.

L’abbiamo scritto più volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterci: di coin ce ne sono tanti, ma in pochi ce la fanno davvero. Stile legge della savana. Dunque, se ti ritrovi ad investire sulla prima ICO non aspettarti di guadagnare subito un’enormità. Non avrebbe senso. Neanche se la criptovaluta su cui hai investito raggiunge gli exchange. I segreti, poi, sono sempre gli stessi: tempismo nella compravendita, e quindi pazienza. Tanta pazienza.

Le ICO possono finanziare start up

Una novità delle ICO è che possono essere usate per finanziare start up: e no, non è neanche una novità. Nel senso che è già realtà e che potete pensarci anche voi. Il senso di queste nuove start up è quella di vendere la criptovaluta come se fossero azioni. Ma facciamo un esempio.

Abbiamo creato l’azienda X da zero, senza i capitali giusti e necessari per dare il via al lavoro. Soliti investitori? Macché, non avrebbero senso in quest’economia così malandata: scegliamo di andare di crowfunding, e raccogliamo capitali da investitori privati, accettando anche il minimo aiuto. Invece di prendere materialmente l’aiuto economico da terzi, si lancia la criptovaluta e la si vende a chi vuole aiutare. Tutto qui: facile, veloce, con la stessa percentuale di rischio.

Quali sono i rischi delle ICO per comprare start up o parti di esse?

Ce ne sono, sì. Pure importanti. Innanzitutto parliamo di procedure non regolamentate, e poi non c’è la certezza materiale che l’azienda X esista davvero. No, nessun investitore viene davvero tutelato: né la Consob o altri enti possono entrare in questo scambio di soldi. Eppure le opportunità un mancano, sebbene le tutele siano scarne o l’intero pacchetto ICO sia materialmente fonte di rischio.

Conviene più investire in ICO o in criptovalute?

Probabilmente nelle ICO, nonostante altre criptovalute siano più interessanti e con maggiore storico da poter consultare. Ma il potenziale di crescita è tutto dalle parti delle ICO: basta solo trovare le migliori. E cioè quelle che presuppongono l’esistenza di una struttura organizzativa di spessore. E che poi aiuti a supportare la crescita della valuta nel corso del tempo. Di cosa hanno bisogno? Di fare informazione sul settore, con siti internet specifici e campagne pubblicitarie. Dunque, anche di copertura mediatica da parte di chi si occupa di finanza. Non solo: occorrerebbe anche una struttura chiara di fondo, con gli stessi fondatori che vadano finalmente a metterci la faccia.

Se dovessi comprare una ICO e quest’ultima divenisse scambiabile sugli exchange, i punti da ‘smaltire’ sono due: puoi incassare all’istante e investire il capitale portato a casa in altre imprese, oppure mantieni la valuta sperando e pazientando in ottica di un’ulteriore crescita futura. Certo, sulla seconda non garantiamo: ma può girarti bene, molto bene.

Perché allora investire nelle ICO?

Ah, saperlo. Forse perché le ICO permettono di guadagnare molto di più di altre criptovalute ormai più mainstream, che aiutano a guadagnare ma non a fare il balzo che potrebbe servire alla tua vita. Anche lì: i loro percorsi sono più regolari e stabili, con le ICO c’è il retrogusto della sfida personale.

Un consiglio: non pensare a BitCoin. E’ ormai inflazionato e punto di partenza di un mondo molto più grande e con ancora enormi margini di ampliamento. Le ICO aiutano a sognare in grande, come gli stessi BitCoin all’inizio della loro esistenza. Tocca a te e al tuo grado di rischio. Tocca a te e alla tua voglia di non lasciar andare un’occasione clamorosa.