Jimmy Wales (Wikipedia): “Le criptovalute si trovano in una bolla”

Alla fine, arriva anche il commento di Jimmy Wales. Il cofondatore di Wikipedia ha parlato nella seconda giornata della conferenza BlockShow Europe 2018: il discorso è stato subito proiettato sulle criptovalute e ovviamente sulla blockchain. In questo momento? “Si trovano in una bolla“, sostiene Wales.

Ovviamente, il tema principale riguarda il ‘futuro’ di queste valute, e quindi la loro rappresentazione corrente nei mezzi d’informazione. L’imprenditore ha così raccontato la sua versione dei fatti: un lungo discorso sull’industria emergente che può cambiare radicalmente il mercato. “Penso si tratti di un settore nel quale c’è bisogno di vero giornalismo“, le sue parole.

Ah, chiaramente conta il tempismo: il suo commento arriva in un periodo di forte ribasso per il Bitcoin. Il 28 maggio, infatti, ha toccato un minimo di 7.050$: gli analisti su Twitter hanno quindi previsto un ulteriore crollo, che potrebbe portare la criptovaluta sotto il supporto dei 7mila dollari. “Al momento – ha raccontato Wales – ci troviamo in una bolla. Il mondo delle criptovalute si trova certamente in una bolla. Non penso ci siano molto persone che possano negarlo“.

No, non può negarlo proprio nessuno. E nelle ultime settimane, la comunità è praticamente impazzita (in senso buono): c’è tanto scetticismo nei confronti della blockchain e dei suoi progetti. Antonopoulos, durante la conferenza in Polonia, si è accompagnato a Jimmy Song e Johnathan Corgan al Consensu 2018tutti hanno esternato opinioni davvero negative su tutto il sistema. E questa settimana, ci si è messo di mezzo anche il governo cinese: “In media i progetti blockchain muoiono dopo 15 mesi appena“, hanno raccontato dall’Asia. Non una grossa iniezione di fiducia.

Non sono qui per dirvi che la bolla scoppierà domani, le cose potrebbero farsi addirittura più intense all’inizio“, il successivo commento di Wales. Che poi ha aggiunto: “Il problema delle bolle è che non sai mai quando finiranno… potrebbero scoppiare domani, ma di certo scoppieranno“. E l’importante è essere pronti.

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