Ripple sarà la criptomoneta del futuro?

Da quando Ripple è stato immesso sul mercato, nel 2012, la sua ascesa nel campo delle criptovalute è stata costante. In quest’ultimo periodo, però, si vive una fase di grande incertezza sul suo futuro. Accade, infatti, che mentre il valore della criptomoneta XRP scenda sotto quota 0,7 dollari, molti investitori siano pronti a scommettere sul fatto che, nel giro di tre anni, la creatura di Chris Larsen riuscirà a sfondare i 300 dollari. Qual’è la verità?

Ripple: i motivi che generano fiducia

Le voci che vogliono un boom imminente di Ripple sono nate dalle dichiarazioni del CEO Brad Garglinghouse, secondo il quale la criptovaluta sarà presto nella condizione di risolvere i problemi reali dei suoi utenti. A questo va aggiunto la fiducia sempre più crescente che le banche stanno dimostrando per la tecnologia digitale adottata. Il gruppo bancario spagnolo Santander ha lanciato Santander One Pay FX. Si tratta della prima app mobile per pagamenti transfrontalieri basati su xCurrent, uno dei prodotti di Ripple. I vantaggi di questa app stanno nella maggior velocità nelle transazioni in euro e dollari, sia nei Paesi UE che negli USA. Solitamente questo genere di pagamenti richiedono da tre a cinque giorni. Con la tecnologia Ripple i tempi vengono ridotti ad un solo giorno. E’ proprio sulla tecnologia che si sviluppa il futuro dell’altcoin.

L’Anti-bitcoin

Ripple è visto da più parti come il vero anti-bitcoin. I motivi sono diversi. Anzitutto l’altcoin ha un fondatore ben identificato, ovvero l’omonima società che ha sede a San Francisco. Soprattutto, Ripple non è stato concepito come un sistema «nemico» delle banche,al contrario. Sono proprio queste ultime ad avere l’ultima parola sulle transazioni, non i nodi. Ciò ha anche un’altra conseguenza: se nella blockchain di Bitcoin è possibile scambiare solo ed unicamente il Bitcoin, in Ripple si possono effettuare transazioni anche con valuta flat.

Attualmente sono 15 le più grandi banche internazionali che lavorano con Ripple.

Xvia e mercati emergenti

Ripple ha recentemente immesso sul mercato una nuova API (Application Program Interface): Xvia. Questa applicazione è destinata a società, istituti di pagamento e banche che desiderano inviare pagamenti su varie reti utilizzando un’interfaccia standard. Grazie a Xvia le aziende che desiderano inviare pagamenti possono scalare rapidamente le loro attività, differenziare i loro servizi e soddisfare le esigenze specifiche dei loro clienti.

Attualmente, cinque aziende, FairFX , Exchange4Free , RationalFX , UniPAY e MoneyMatch hanno deciso di sfruttare la soluzione API standard di xVia per alimentare i pagamenti tramite RippleNet e accedere a nuovi mercati. Sono in molti a pensare che, nel breve periodo, grazie a questo tipo di tecnologia, Ripple riuscirà a conquistare i mercati emergenti.

Rapporti con governi e banche

L’ultimo fattore che fa pendere la bilancia dalla parte di Ripple come criptomoneta del futuro, è il suo rapporto con istituzioni e stati. Della fiducia che ha riscosso verso le banche abbiamo già detto. Va sottolineato, però, che anche i governi vedono di buon occhio questa tecnologia. Attualmente sono nove i paesi che hanno deciso di utilizzare la suddetta cripomoneta. Ad ottobre 2017 a Toronto si è svolto “Swell”, il primo raduno mondiale della community XRP a cui ha partecipato anche Sir Tim Berners-Lee. Per chi non lo sapesse si tratta del co-fondatore del World Wilde Web (ovvero, di internet, per usare un linguaggio «più terreno»).
Questi fattori, uniti alle recenti aperture del FMI alle criptovalute, potrebbero portare nel breve periodo ad un’esplosione di Ripple sui mercati finanziari.

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