L’interessante tesi di Vinny Lingham sui Bitcoin

Il Bitcoin continua a far parlare di sé. In particolar modo si discute dei suoi problemi irrisolti. A riaprire la questione è stato Vinny Lingham il fondatore e CEO di Civic, piattaforma decentralizzata per la gestione dell’identità digitale dei clienti. Secondo l’imprenditore sudafricano, c’è il rischio che vi possa essere una nuova bolla per quel che riguarda la criptovaluta. Il pensiero di Lingham, però, va analizzato e non ridotto a questa semplice affermazione, perché, leggendo tra le righe, si scopre che il suo giudizio è tutt’altro che negativo.

Il pensiero di Lingham sul Bitcoin

Secondo Vinny Lingham il Bitcoin presenta ancora problemi per quel che riguarda la scalabilità. È questo il principale punto critico evidenziato nella creatura di Nakamoto.  La lentezza delle transazioni, data dalla grande mole di richieste e il limite di dimensione del blocco finiscono per giocare un ruolo sfavorevole nei confronti di sistemi come Visa. Per fare un paragone, la Blockchain gestisce dai 3 ai 7 scambi al secondo contro i 24.000 nello stesso periodo di Visa.

Questo tipo di prestazione è destinata a peggiorare con l’espansione del bacino di utenti. Con un numero giornaliero di 10 milioni di connessioni, le transazioni sono stimate in centinaia di migliaia. Ciò significa che è necessario superare questo bug. Ad oggi però, il limite della dimensione dei blocchi rimane irrisolto.

Discussione senza fine

Con il tempo sono state create delle soluzioni per superare il problema della scalabilità. Queste, però, trovano l’opposizione di una frangia dei miners. Il caso Bitcoin Unlimited è sintomatico. Parliamo di un sistema che presenta è la possibilità di far creare ai miner blocchi di dimensione arbitraria e di trasmetterli alla rete, in competizione gli uni con gli altri per una posizione nella Blockchain.  Alcuni utenti sono certi che “l’abolizione del limite dei blocchi proposta da Bitcoin Unlimited possa far gonfiare a dismisura la Blockchain“. Per questo si oppongono al suo utilizzo. La tesi non è sbagliata di per sé. E’ stato, infatti calcolato, che se il limite di dimensione dei blocchi aumentasse al punto da poter gestire un bacino di utenti di portata globale, la Blockchain crescerebbe di diversi petabyte. Ciò porterebbe ad una maggiore centralizzazione dei Bitcoin che diventerebbe fruibile  solo per le grosse compagnie. Queste, infatti, sarebbero le uniche in grado di permettersi lo spazio, la potenza di calcolo e la banda necessari a processare una tale quantità di dati.

Futuro roseo

Nonostante questo problema, Lingham, come molti altri, ritiene il Bitcoin una criptovaluta di grande qualità su cui investire. Secondo il Ceo di Civic, la passione di programmatori e start up permetterà di trovare una soluzione a questa questione. La sua convinzione va oltre, arrivando a prevedere un nuovo boom in fatto di investimenti per quel che riguarda il Bitcoin. “Dopo aver sfondato quota 20 mila dollari, il mercato si domanda perché non arrivare fino a 100 mila dollari? Quindi, sì, siamo in un nuovo ciclo di bolla”.

Come si può notare il termine bolla per Lingham non ha un’accezione negativa, anzi. L’imprenditore vede un nuovo importante ciclo di investimenti sulla criptovaluta che non può che portare benefici all’intero mondo finanziario.

 

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