Trading e investimenti: il grande potenziale della marijuana

Che la si chiami ganja, canapa, marijuana, maria e in altri 1200 modi non fa molta differenza: la cannabis sta vivendo, in ogni angolo del globo, dove più, dove meno, un nuovo ciclo della sua esistenza.

Legale in molti paesi del mondo, meno tabù di ieri e più proiettata al domani, la canapa fa parte oggi di quel “settore emergente” dell’economia e dell’investimento su cui puntare per il futuro. Proprio in questo campo, i guru degli investimenti hanno notato il grande potenziale sul mercato dell’erba cosiddetta legale e i numerosi inserimenti di titoli azionari del settore della marijuana in diverse piattaforme, come IQ Option, ne sono chiara prova.

La cannabis ha quindi preso piena agibilità nel settore del trading online ed è oggetto del desiderio di molti, potenziali clienti pronti ad investire e a crescere nel settore. Sulla piattaforma IQ Option sono già disponibili sei titoli ed un ETF (termine col quale s’intende l’Exchange Traded Fund, una particolare tipologia di investimento, negoziato in borsa come un’azione e con l’unico scopo di replicare l’indice al quale si riferisce, n.d.r): Aurora Cannabis Inc., Canopy Growth Corp, Cronos Group Inc, GW Pharmaceuticals – Adr, Tilray Inc-Class 2 Common, Anheuser-Busch Inbev-Spn Adr, Etfmg Alternative Harvest.

Stando a quanto sostenuto dal capo-analista di Motley Fool, David Kretzmann, “oggi la cannabis si trova in una buona posizione per diventare l’equivalente delle criptovalute“. Nonostante non vi sia unanimità di giudizio sul futuro azionario della marijuana, essa oggi si imposta come una classe di asset che può raggiungere, nel tempo, grazie anche all’intuito degli investitori, livelli notevoli e considerevoli.

Il commercio di marijuana legale si sta affacciando sui mercati mondiali in questi anni: attività di punta dei cartelli e del narcotraffico, dal 2012 il mondo della canapa ha subito una scossa epocale. Il Colorado e Washington, infatti, hanno per la prima volta reso legale l’uso della cannabis a scopo ricreativo, seguiti negli anni da centinaia di altre città e di altri paesi. Sono nate e si sono sviluppate nuovissime società, oggi quotate in borsa. Il tutto è partito dagli USA, oggi primo produttore al mondo di cannabis e con un 16,3% della popolazione totale (circa 327 milioni, ndr) che dichiara di fare uso di cannabis. Assieme agli USA c’è il Canada a spartirsi la poltrona di leader nel settore.

Ma, fatta questa premessa, come si fa trading sui titoli della marijuana?

Una soluzione unica e ottimale non esiste, in un mercato in perenne evoluzione è principalmente importante capire quando e come acquistare e vendere i titoli delle rispettive società e generare risultati degni di nota. Individuando, ad esempio, il periodo ideale per l’investimento, ricordando che la marijuana, prodotto naturale, è soggetta a periodi di siccità e alluvioni che ne possono influenzare la produzione e quindi il prezzo. Un raccolto poco consistente è quasi sempre corrisposto da un prezzo azionario basso. Altri fattori, come le iniziative di management, possono incidere sul costo azionario. I produttori di marijuana, d’altronde, sono soltanto società che vendono al cliente un prodotto. Il gioco è lo stesso: più si guadagna, più sale il costo azionario.

L’investimento nel mercato azionario della canapa attraverso il trading si appresta a diventare una valida alternativa per un guadagno pressoché sicuro e certo, con un livello di rischio molto basso ma, il consiglio, per principianti ed esperti, il consiglio è quello di comprare di volta in volta poche azioni di società produttrici di marijuana per imparare in maniera saggia e senza avventatezze di alcun tipo, per garantirsi una qualche sicurezza in un mercato mutevole e soggetto a molte varianti.

Va però fatta una conclusione doverosa: la canapa cresce e continuerà a farlo tanto più verrà legalizzata e commercializzata regolarmente nel mondo. Stando ad uno studio condotto da Euromonitor International, la canapa penetrerà in più settori industriali, in un futuro più o meno prossimo. E i risultati dello studio sono a dir poco sorprendenti: si ipotizza una crescita della canapa del 77% dal 2019 al 20125. Tradotto, in parole povere, un affare da circa 166 miliardi di dollari.

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