Gli studenti americani investono nei bitcoin: scelta giusta on sbagliata?

Gli studenti americani investono il loro futuro in bitcoin. È quanto emerge da un sondaggio appena pubblicato da The Student Loan Report su un campione di mille ragazzi. Ebbene, il 21,2% dei ragazzi che frequentano il college e ha avuto accesso ad un prestito per pagarsi gli studi ha investito nella criptovaluta. Ma cosa attrae tanto i giovani verso i bitcoin?

La forza del bitcoin

I giovani americani sono fortemente tentati nell’investire nei bitcoin. Ad attrarre maggiormente è l’idea di possedere una valuta senza autorità centrale e tutta digitale, maneggiabile direttamente dal telefonino senza dover passare da alcun intermediario. L’anarchia del bitcoin è una novità senza eguali nel panorama finanziario, così come lo è il modello della blockchain che finisce per favorire l’anonimato delle transazioni , aumentandone, però, nel contempo, la sicurezza.

Non va comunque sottovalutato il fascino del facile guadagno. Le continue oscillazioni della moneta creata da Nakamoto e la pubblicità battente sulla facilità di investire in bitcoin per crearsi un patrimonio cospicuo, finiscono per attirare molti.

Del resto, c’è anche chi ce l’ha fatta veramente. È il caso di Erik Finman. Sette anni fa, a 12 anni, decise di investire 1000 dollari in bitcoin. Oggi è diventato milionario e sui social è un ambasciatore delle criptovalute, definite come “il più grande trasferimento di ricchezza” che i giovani abbiano mai visto.

La crescita della criptovaluta

Fin quando può durare la crescita dei bitcoin? Molti economisti sono pronti a scommettere che si tratti di una bolla destinata a esplodere in tempi medio-brevi. Ciononostante la criptomoneta di Nakamoto continua la sua scalata in maniera costante. A giocare a suo vantaggio c’è la grande fiducia di cui gode sul mercato. Da questo punto di vista, più si parla del bitcoin, più cresce la fiducia degli investitori, più, ovviamente, aumenta il suo valore.

C’è però un altro motivo che sta dietro all’ascesa dei bitcoin ed è il fatto che si tratti di una «produzione limitata». Satoshi Nakamoto ha infatti posto lo stop alle emissioni una volta raggiunta quota 21 milioni. È stato calcolato che si finirà di creare bitcoin nel 2140. Il fatto che ce ne sia un numero limitato in giro e che la sua richiesta aumenti man mano che il tempo passa, non può che alimentare la caccia a questo tipo di investimento.

Di pari passo con questo fattore ce n’è un altro: molti dei bitcoin creati fino questo momento, infatti, sono andati dispersi.

A questo riguardo, lo scorso anno ha fatto sensazione la storia di James Howells, raccontata da The Guardian. L’uomo, nel 2009 minò 7500 bitcoin, custodendoli in un hard disk dedicato.

Un anno dopo, sorseggiando una limonata vicino a quell’hard disk, il bicchiere cadde e mandò in tilt l’hardware. Howells smontò il computer pezzo per pezzo, cercando di recuperare le parti utili e lasciò il disco rigido contenente i bitcoin in un cassetto. Passarono altri tre anni e il distratto Howells, dimentico del fatto di aver salvato in quell’hard disk i bitcoin, lo buttò nella spazzatura. Oggi, quei 7.500 bitcoin hanno un valore di 63 milioni di euro.

La storia di Howells, sembra che non sia la sola del tema «fortune bruciate». Secondo una ricerca di Chainalysis, una società di digital forensics che studia la blockchain bitcoin, dal 17% al 23% di Bitcoin esistenti sarebbero di fatto dispersi. Questo significa che, sul mercato, ci sono molte meno delle criptovalute finora prodotte.

I giovani fanno bene ad investire nei bitcoin?

Torniamo ora al tema di inizio articolo, ovvero il rapporto tra i giovani e la criptovaluta. Quella che inizialmente potrebbe sembrare una pazzia, ovvero spendere parte del proprio capitale per gli studi in criptovalute, alla luce della crescita dei bitcoin potrebbe anche rivelarsi una mossa vincente. Non va però, trascurato il fattore tempo. Se è vero che qualcuno si è arricchito con i bitcoin è altrettanto vero che questo qualcuno ha investito su di essi quando ancora non se ne conosceva il reale valore.

Più difficile è farlo ora. È stato calcolato, ad esempio, che chi ha puntato sui bitcoin a metà dicembre, quando il suo valore sfiorava i 20.000 dollari, ad oggi hanno subito una perdita cospicua. Questo perché, al momento, si è perso di vista il motivo per cui la criptovaluta è stata creata, ovvero creare un sistema decentralizzato di transazioni. Ad oggi, la mera speculazione della criptovaluta ha la meglio sulla sua funzione. Ai giovani, va dunque consigliata massima cautela sui bitcoin, perché il loro futuro è ancora tutto da scrivere.

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