Criptovalute: dove vengono utilizzate di più?

Chi le usa di più? La mappa mondiale delle criptovalute

Le criptovalute hanno un impatto sempre maggiore nel mondo. Chainalysis, , società di dati blockchain ha rilasciato il suo Global Crypto Adoption Index. Si tratta di un’analisi che classifica 154 Paesi in base a specifici requisiti. Lo scopo è capire quanto le criptovalute impattino attualmente. La ricerca mette in evidenza diversi dati interessanti, il primo dei quali è che l’adozione globale di monete digitali sia decollata nell’ultimo anno, con un aumento dell′881%.

I criteri di classificazione

Per stilare la classifica relativa all’utilizzo delle criptovalute, Chainanalysis ha stabilito alcuni criteri: attività di crittografia totale, attività di trading di utenti non professionisti e volume degli scambi peer-to-peer. Questi criteri vengono poi ponderati in base alla parità di potere d’acquisto pro capite. Lo scopo di tale ricerca non è quello di analizzare l’utilizzo delle criptovalute in attività di trading, bensì di capire come le monete virtuali vengano utilizzate come moneta reale, quindi in ottica di risparmio personale e di transazioni di compravendita. Da questa analisi sono usciti dati alquanto clamorosi che evidenziano come ci sia maggior fiducia nelle criptovalute nei paesi in via di sviluppo.

La classifica di Global Crypto Adoption Index

Secondo Global Crypto Adoption Index, il Paese dove vengono utilizzate maggiormente le crioptovalute è il Vietnam. Il suo indice, infatti, è di 1, il massimo possibile. Al secondo posto, staccatissima, c’è l’India con un’indice di 0.37, mentre al terzo il Pakistan, con un’indice di 0.36. Ai piedi del podio troviamo il primo paese europeo. Si tratta dell’Ucraina, che ha un’indice di 0,29. Sorprende l’ottavo posto degli Usa con un indice di 0.22 dietro a Paesi come Kenya (0,28), Nigeria (0,26) e Venezuela (0,25) e ancora di più il tredicesimo della Cina con un’indice di 0,16. Al diciannovesimo e ventesimo posto, tra i Paesi che maggiormente utilizzano le criptovalute, vi sono invece Tanzania e Afghanistan con un’indice di 0,13.

Merita un’analisi approfondita il primo posto del Vietnam, paese dove il Bitcoin e tutte le transazioni in criptovalute sono bandite. Tuttavia va detto che in questo Paese è recentemente scoppiata la “febbre da criptovalute” e i volumi  di scambio sono aumentati del 100% in un solo anno. A trainare le criptovalute c’è stata anche il progetto lanciato dal governo, nel luglio scorso, per la completa digitalizzazione del Paese entro il 2030. Se ciò avvenisse il Bitcoin e le criptovalute potrebbero essere “regolarizzate”, portando ad un ulteriore incremento del flusso di transazioni.

Eludere alle strette dei governi

Per quel che riguarda gli altri Paesi in cima alla lista, il rapporto rivela che molti cittadini di queste nazioni si rivolgono alla criptovaluta per preservare i propri risparmi di fronte alla svalutazione della moneta locale, nonché per inviare e ricevere rimesse ed eseguire transazioni commerciali.

In generale le transazioni mediante criptovalute vengono effettuate per eludere la stretta di governi sui flussi di capitale. E’ questo il caso dell’Afghanista, Paese dilaniato da una guerra civile e dove il governo ha imposto regole ferree. Le difficoltà di spostare denaro dentro e fuori il Paese hanno indotto molti ad utilizzare le transazioni P2P per trasferire i propri capitali. A questo riguardo va detto che esistono società che aiutani i clienti a vivere di criptovaluta, acquistando carte regalo utilizzando Bitcoin. 

Le criptiovalute dunque vengono viste come un mezzo per sfidare il potere e ottenere la libertà finanziaria. SE questo trend dovesse confermarsi negli anni, il bitcxoin e le altre monete virtuali diveranno un mezzo imprescindibile per l’economia internazionale.

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